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L’amore dell’ormone.

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Non è mai semplice
Accettare di riconoscerti
Tra le mie rughe che
Assomigliano sempre di più alle tue
E questo sangue che
Sa un po’ di mostro e anche un po’ di me
Mi fa pensare che vorrei dirti grazie
Perché non ci sei.

( Lettera a mio padre – Ermal Meta )

Mi sono chiesta spesso, fin da bambina, che cosa spinge due persone a crearne una terza. Crescendo mi sono resa conto che la maggior parte della tristezza che ci portiamo addosso deriva da un cattivo rapporto con i nostri genitori. I nostri genitori (?). Sono giunta alla convinzione che molto spesso si generano bambini senza desiderarli veramente e senza avere un’idea precisa di cosa aspettarsi in un futuro prossimo. A volte si scambia l’egoismo per amore, la voglia di essere in tre senza poter domandare al soggetto in questione se è quello che desidera anche lui-ei. Nessuno ci chiede il permesso di portarci in questo mondo, nasciamo per volontà a noi estranee e queste volontà può capitare che si dimentichino di noi. Ci indottrinano fin da piccoli con l’ideale di una famiglia che è necessariamente formata da almeno tre persone e la religione trova giustificazione al piacere del sesso unicamente nella procreazione. Così mettere al mondo un figlio diventa una cosa che si deve fare non che si vuole fare. Diventa una cosa che si fa perché si fa, perché si ubbidisce ad un’immagine che ci hanno insegnato da piccoli. Mi è capitato di sentire madri stanche e pentite di aver messo al mondo il proprio bambino perché pensavano fosse diverso … e per fortuna  esiste nonna televisione almeno ce ne liberiamo per un po’. E i padri? E’ una delusione vedere come l’energia maschile venga sempre più svilita dagli uomini stessi che oramai trovano identificazione solo nei loro testicoli o forse un po’ più su, poco più su per capirci. Immagino la donna come una terra fertile in cui l’uomo può seminare l’immagine  di quello che sarà il frutto di entrambi. E se la terra è madre allora il contadino è padre. Sarebbe opportuno che l’uomo, e non ho alcuna speranza che questo accada, riscopra in se stesso il principio dell’energia creatrice. Un bambino è una nuova vita ed una nuova vita è un processo di creazione divina di cui noi siamo partecipi. Mettere al mondo un figlio significa plasmare dal nulla un nuovo individuo, significa mettere al mondo vita, significa utilizzare un particolare potere di generazione che sì è affidato a tutto il creato ma a noi è regalato con consapevolezza. Gli animali giustificano il calore con l’accoppiamento ed anche le piante si innamorano fra loro per generare altre piante ma l’uomo può decidere. Un uomo ed una donna possono scegliere consapevolmente di unirsi per creare qualcosa ex novo, possono prendere questa responsabilità con coscienza, sono liberi di decidere come utilizzare questo loro immenso potere. Immenso tanto quanto il libero arbitrio. Tuttavia la maggior parte delle persone non si fa problemi a crearne una terza senza ricordarsi che quello che generi nasce sotto la tua tutela e protezione, il bambino che tu metti al mondo pretenderà da te attenzioni, tempo ed impegno perché tu gli stai offrendo la vita e con la vita dovrai essere consapevole di offrirgli gli strumenti per combattere il dolore e le parole giuste per rispondere, un giorno, alla sua domanda : Perché mi hai fatto nascere ? Ed alcune delle più rinomate risposte, parlo per esperienza, non basteranno. Perché quando lui-ei domanderà una giustificazione alla sua presenza in questo mondo, e quindi anche il perché di ogni singolo dolore che dovrà provare e prova da superare che sarà costretto-a ad affrontare, vorrà in cambio una risposta esaustiva che abbia possibilmente a che fare con l’amore. C’è un solo modo per eludere questa possibilità : prendere consapevolezza di se stessi, riscoprire l’identità del proprio essere ( che sia maschile o femminile ) e riconoscere nell’atto creativo per eccellenza tutte le responsabilità che comporta. Tutte le r e s p o n s a b i l i t à che comporta. Per quanto ancora cercheremo giustificazioni nelle pulsioni ormonali, nella presunta discendenza da una specie aliena che creandoci ci ha resi imperfetti, nelle imposizioni di un trattato di guerra  che si pone come libro base di una religione contorta ? Per quanto tempo ancora decideremo di delegare ad altri la responsabilità delle nostre azioni e la pigrizia di non riconoscere che tutto dipende da noi ? Compresi i futuri dolori di un figlio cresciuto con superficialità. E questo vale per tutti, incluse le adozioni. In particolare per le adozioni. Adottare significa dire ad un bambino sofferente : io capisco il tuo dolore e voglio provare a curarti con tutto l’amore che ho per te perché sono tanto felice che tu esista e ti ringrazio per la possibilità di condividere la tua vita con la mia . Queste sono le parole che un giorno rivolgerò a mio figlio se mai, se mai, riuscirò a strapparne uno da tanta solitudine.

One thought on “L’amore dell’ormone.

  1. Ego.Sana lucida follia. Ormoni.Tic tac biologico. Mettiamoci tutto.

    Di rimando : abnegazione, inversione dei valori, capovolgimento dell’ esistenza, stravolgimento della scala valori.buone scarpe da runner.ottimi tempo di recupero e sistema immunitario a prova ‘di ogni’.
    perché a farlo siamo in due* è rimando al primo capoverso ma mettete in conto che potete anche poi trovarvi fantastiche madri monoparentali e li si apre un un universo sconosciuto e da scoprire ,Deo gratia, in corso d’opera.
    Amen.

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